Daniele e Susanna. Lo sconosciuto che ci salva.

Non sempre lo straniero è fonte di dissidio. A volte può essere una risorsa perché possiamo acquisire nuove conoscenze in quella che potremmo accettare come nuova cultura.

A volte l’irrisolvibile, secondo le nostre conoscenze, è risolvibile se guardiamo oltre il nostro naso e quello che non era stato considerato come possibile, da noi, per altri può essere normale. Il caso di Susanna e Daniele lo dimostra da tempi biblici.  Susanna era l’avvenente ma onesta moglie di Ioakim. Tanto era desiderabile che due vecchi uomini di legge le mettono gli occhi addosso e le tendono un’imboscata. Per costringerla a darsi a loro la ricattano ma lei preferisce morire che cedere. Durante l’esecuzione, un ragazzino, Daniele, estraneo a tutto, attira l’attenzione gridando e, profetando, propone una controprova nella quale i due uomini vengono smascherati e giustiziati. Questa storia si trova nella Bibbia in Daniele, cap, 13 e se non si ha una Bibbia basta digitare su internet.

A volte la giustizia ci viene da chi non sospettiamo e a volte soccombiamo senza giustizia ma nel cuore del Signore è racchiusa ogni verità.

Se rimaniamo integri nel cuore, la giustizia arriverà in nostro favore.

Non giudichiamo, a priori che l’estraneo sia nemico perchè il Signore può servirsi di lui per accreditarci giustiziapalazzo-doria-pamphilj-annibale-carracci-susanna-e-i-vecchioni-big

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