Solitudine

 

acutis

Carlo Acutis, un ragazzino morto a quindici anni per leucemia, in realtà non è mai morto ed è nomenclato nella schiera dei beati della Chiesa Cattolica.

Tra tutte le perle di saggezza lasciate da Carlo, c’è anche un sito che ha costruito e che continua a lanciare messaggi ma una frase piccola piccola mi ha colpito nel profondo del cuore e della mia persona: “Tutti nasciamo originali ma molti muoiono come fotocopie”.

Quanto, soprattutto in questo momento storico, ci conformiamo alle regole, alle modalità, agli schemi preconfezionati dai media? Praticamente tutti e se non tutti ci uniformiamo, tutti abbiamo dei momenti o dei ruoli prestabiliti.

Non è una colpa che voglio evidenziare ma l’impossibilità di essere accettati, da una società omologata, nel momento in cui riesci ad essere te stesso.images

Dalle modalità più banali di comportamento, dettate dal fascino che subiamo e dall’abitudine che ci viene data dal semplice fatto di essere animali sociali, alle cose più importanti che sono i sentimenti che legano l’umano al divino, tutto viene condizionato ed espresso in modo contagiosamente condizionante.

Non è semplice filosofia, la mia, ma chiunque può vedere attorno a sé come non ci siano più i ruoli adolescenziali perché questi vengono imitati e sovvertiti per sentirsi adolescenti anche da gente molto adulta. Si dice che l’età dell’adolescenza si sia allargata fino ai ventitre o venticinque anni ma poi quarantenni e oltre, si ritrovano a volersi sentire più giovani in nome di una libertà che di fatto non è altro che una omologazione ai ragazzi il cui naturale ruolo è quello di crescere confrontandosi coi coetanei. Madri che imitano le figlie con la scusante di aiutarle nella crescita, Padri che scappano dai propri doveri coniugali per paura di essere ingabbiati nel reticolo della vecchiaia e fanno scappatelle adolescenziali con coetanee cinquantenni.solo

Forse la dignità è vista come mero risultato di un’epoca passata e dunque in disuso perché scomoda e reprimente. Se un tempo c’è stato il contegno che tratteneva un istinto animale di alcuni nel voler rompere l’infanzia di una bimba per il proprio egoistico piacere, per altro perverso, oggi non si fa più il conto con la propria coscienza ma con la legge, la giustizia, l’opinione pubblica e altre cose opinabili perché tali gesti vengono immersi e lavati nel guazzabuglio del consueto procedere di massa. In questo marasma di azioni viene mescolato tutto e una marea di spettacoli e spettatori ostentano giudizi e giustificazioni.

L’originalità che ci regala la semplice nostra nascita, viene sovvertita per il desiderio di non rimanere fuori dal coro, per paura della solitudine. E’ di questo che ha paura l’essere umano? La solitudine? Perché non considera che la solitudine è un’illusione? L’uomo resta solo soltanto quando diventa una fotocopia di tutti gli altri. Prima o dopo verrà accantonato con tutte le altre fotocopie, tutte uguali e qualcuno sceglierà solo il foglio da cui è partita la prima copia, l’originale, il resto verrà utilizzato per accendere il fuoco o imbottire qualche pacco di bicchieri.

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